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Stefano Sissa  
EBOOK - Pensare la politica controcorrente
Alain De Benoist oltre l'opposizione destra-sinistra

Prezzo: € 5,90
Pagine: 434
ISBN 13 (pdf): 9788887307863
Tipo: Ebook



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Destra/sinistra: dalla Rivoluzione francese in poi la schiera delle opzioni politiche ha sempre ruotato attorno a questa polarizzazione.
Negli ultimi anni, la cosiddetta ‘fine delle ideologie’ - a sua volta un’ideologia  - e il prevalere di logiche puramente amministrative ed economiciste hanno sicuramente sfumato questa distinzione politica, che però continua a rappresentare, magari in forme più attenuate (centro-destra, centro-sinistra) un riferimento abbastanza comune.
Diventa quindi spontaneo chiedersi se queste categorie abbiano ancora un senso e se siano in grado di descrivere la realtà politica attuale.
Diversi politologi, come Bobbio, ad esempio, hanno tentato di definire la “destra” e la “sinistra”, riuscendovi però solo parzialmente. A mettere in crisi questi tentativi vi sono soprattutto gli autori e le esperienze più anticonformiste.
Come Alain de Benoist, filosofo della politica francese il cui pensiero viene compiutamente ripercorso, analizzato e contestualizzato storicamente in questo libro. Personaggio molto dibattuto, negli ultimi quarantanni ha suscitato curiosità, entusiasmi ma anche ostilità  accese e accanimenti.
Le sue idee sono sempre state radicali, ma in direzioni cangianti. La sua evoluzione è molto interessante: partito in età giovanile da stereotipi e da ambienti politicamente molto connotati a destra, anche con risvolti inquietanti, ha poi compiuto un lungo cammino che lo ha portato dalla cosiddetta Nouvelle Droite verso la conquista di un pensiero maturo e composito, che lo può avvicinare, per molti aspetti, alle frange ‘differenzialiste’ dei movimenti no-global, all’ecologismo politico e a quei revisionisti della sinistra che sostengono la decrescita.
Il suo attuale comunitarismo riprende un’impostazione ben radicata nel pensiero conservatore critico della modernità, ma senza che il tema identitario divenga in lui un’ossessione paranoica come accade disgraziatamente nei partiti e movimenti anti-immigrazione così influenti oggi.
Un de Benoist oltre la destra e la sinistra, allora?
Più che altro un de Benoist che è – com’egli stesso preferisce dire – sia di destra che di sinistra, cioè in grado di pensare la contraddizione: un rivoluzionario-conservatore dei tempi moderni.

 

 



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Indice:

INDICE
Premessa (con precisazioni metodologiche)             Pag. 6-24

Introduzione -  Attualità e inattualità della "destra" come categoria. Perchè è interessante il caso de Benoist         Pag. 25

Capitolo 1 - "Natura"                                              Pag. 42
1.1 -  La questione dell'ordine naturale
1.2 -  Il bisogno di una concezione scientifica della natura
1.3 -  Meritocrazia e biologia: il dialogo con Lorenz
1.4 -  Dal mondo come caos al recupero ecologico dell'ordine naturale

Capitolo 2 - Identità                                               Pag. 102
2.1 - La questione dell'identit‡† e della differenza
2.2 - Approccio biologico o culturale alla questione dell'identità?
2.3 -  Diritti dell'Uomo vs. Diritto dei popoli
2.4 - Identità! Discriminazione?

Capitolo 3 - Gerarchia                                             Pag. 175
3.1 - La questione della differenziazione sociale
3.2 - Una gerarchia eroica e solipsistica: sulle orme di Nietzsche
3.3 - Una gerarchia funzionale e mitopoietica: Dumézil e gli Indoeuropei
3.4 - Gerarchia inclusiva o status senza gerarchia?
Il paradigma olista di Dumont e quello maussiano del dono

Capitolo 4 - Autorit‡†                                              Pag. 235
4.1 - La questione della legittimità del potere
4.2 - Una democrazia identitaria
4.3 - L'impero interiore. Cosa salvare del tradizionalismo?
4.4 - L'autorità che proviene dal basso: Althusius e il federalismo

Capitolo 5 - Ordine                                                  Pag. 304
5.1 - La questione dell'ordine sociale e politico
5.2 - L'ordine giuridico e geopolitico: il nume Carl Schmitt e i "nemico principale".
5.3 - L'ordine socio-economico: contro Hayek e la dottrina liberale.
5.4 - L'ordine socio-politico: uomini d'ordine o ribelli?
Rivoluzionari-conservatori.

Conclusioni - Alain de Benoist tra la destra e la sinistra     Pag. 397
Bibliografia                                                               Pag. 405


Estratto:
"Alain de Benoist è un intellettuale curioso. Curioso nel duplice senso: è dotato di una grande curiosità intellettuale, che si manifesta in una voracità di letture e interessi un po’ di ogni tipo; è un intellettuale singolare, fuori dagli schemi, talmente dinamico e antisistematico da risultare incurante di sembrare a volte anche un po’ contraddittorio, o almeno non del tutto conseguente; anche se vi è da dire che negli ultimi anni il suo pensiero si è fatto sicuramente più compiuto e sistematico. La sua evoluzione è molto rapida, e costringe ad una continua rincorsa coloro che lo vogliano prendere come intellettuale di riferimento o anche soltanto studiarlo. Pierre-André Taguieff, che gli ha dedicato un documentatissimo studio negli anni ‘90, lo definisce in questo modo:

“Ci sforziamo di delineare l’enigmatica figura di Alain de Benoist, intellettuale «di destra» atipico, che non ha mai cessato di sottoporre le destre – tradizionalista, conservatrice, liberale, populista, neofascista – a un’incisiva critica; autore di testi di intervento, dotato di un pubblico polimorfo, che attraversa la scissione destra-sinistra, e tuttavia riconosciuto come il maître à penser di un’area politico-culturale relativamente definita, designata dal termine problematico di «Nuova destra»”.

Costanzo Preve, filosofo torinese di opposta provenienza politica, ma spiccatamente anticonformista, ha recentemente imbastito con de Benoist un confronto filosofico e politico, in cui emergono, pur da punti di partenza così distanti, delle significative convergenze. Egli ritiene, al contrario di Taguieff, che de Benoist incarni propriamente la figura dell’intellettuale ‘tipo’, non nel senso di rappresentare adeguatamente la categoria sociologica degli intellettuali, presso cui è ormai diffuso un desolante conformismo, ma nel senso di incarnare la funzione idealtipica dell’intellettuale come ‘sensore’ critico dei tempi e della società in cui vive:

“Alain de Benoist potrebbe essere definito un pensatore «atipico». Non è affatto così. […] È invece un pensatore assolutamente «tipico», nel senso però che hanno dato a questo termine, grandi pensatori come Weber e Lukács. Il termine «tipico» non connota affatto una media statistica […], ma connota la «tipicità storica» (storica, non statistica) di un atteggiamento esemplare, o più esattamente di una reazione esemplare ad una situazione storica. […] La «tipicità» di de Benoist […] sta proprio nell’aver capito che il sistema si riproduce oggi con un impasto di valori di sinistra e di idee di destra, e dunque nella necessità di contrapporsi idealmente ad esso per capirci qualcosa”.




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