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Scheda libro
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I rapporti fra le forze fondamentali che reggono il cosmo sembrano
specificamente regolati per produrre un universo
sorprendentemente complesso, bello e duraturo.
La storia della ricerca di ordine, modello e significato nel cosmo è molto
antica e per molto tempo si è sospettato che i pianeti del nostro sistema
solare celassero delle relazioni segrete. Tuttavia non esiste ancora una
teoria moderna in grado di spiegare le coincidenze cosmiche che circondano
la Terra e che riveli il miracolo della vita cosciente.
John Martineau spiega le mirabili traiettorie, i modelli orbitali dei
pianeti e i rapporti matematici che li governano in un prezioso volume che
racchiude molte illustrazioni tratte da libri rari o realizzate da lui
stesso.
Si tratta solo di coincidenze, o forse questi modelli giustificano
l'interesse degli scienziati?
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Indice:
Introduzione 7
Pulviscolo galattico 8
Il sistema solare 10
Moto retrogrado 12
L’antico segreto dei sette 14
Geocentrismo o eliocentrismo 16
La visione di Keplero 18
La musica delle sfere 20
La legge di Bode e i sinodi 22
I pianeti interni 24
Le orbite di Mercurio e di Venere 26
Interpretare le immagini 28
Il bacio di Venere 30
La perfetta bellezza di Venere 32
Mercurio e la Terra 34
Le nozze alchemiche 36
L’incanto del calendario 38
Football cosmico 40
La fascia degli asteroidi 42
I pianeti esterni 44
Quattro 46
Lune esterne 48
Il sigillo gigante di Giove 50
L’orologio d’oro 52
Ottave là fuori 54
Segreti armonici 56
La firma stellata 58
Tabelle dei dati 60
Danze dei pianeti 62
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Estratto:
Pulviscolo galattico
L’universo in armonia
Nell’universo succedono un sacco di cose. Tante galassie piene di stelle quanti sono i granelli di sabbia su una spiaggia punteggiano la bolla dell’orizzonte spazio-temporale della Terra. Il nostro pianeta e noi stessi siamo fatti di polvere cosmica fumosa riorganizzata, un fatto lungamente insegnato dalle culture antiche. Ora sappiamo che la polvere cosmica stessa è semplicemente costituita da bollicine effervescenti, vortici di luce organizzati, compressi a fondo nelle stelle. Noi viviamo fra il grande e il piccolo, in un tempo e in un luogo nell’universo dove le cose sono state condensate, cristallizzate, costituite e sistemate.
La scienza non sa ancora se la vita cosciente è rara o comune nell’universo. Quanto speciali siamo noi e la nostra Terra? È abbastanza buffo che attualmente gli scienziati si stiano scervellando sullo strano fatto che l’intero universo sembri speciale. Nell’universo c’è abbastanza materiale per renderlo tale, e i rapporti fra le forze fondamentali sembrano specificamente regolati per produrre un universo sorprendentemente complesso, bello e duraturo. Provate ad armeggiare un po’ con una sua parte qualsiasi e otterrete un universo di buchi neri, bollicine inconsistenti o altri assemblamenti inanimati. Si tratta di un progetto o di una coincidenza?
In effetti la storia della ricerca di ordine, modello e significato nel cosmo è molto antica. Per molto tempo si è sospettato che i pianeti del nostro sistema solare celassero delle relazioni segrete. Nell’antichità gli studiosi di queste cose riflettevano sulla “musica delle sfere”, i corpi celesti che cantavano sottili e perfette armonie ai loro adepti. Oggi abbiamo la sobria precisione delle leggi di Keplero, Newton e Einstein. Chissà che cosa verrà dopo?
Il sistema solare
Spirali ovunque
Oggi si pensa che il nostro sistema solare si sia concentrato da un disco di detriti circa cinque miliardi di anni fa per formare un Sole. I materiali residui più pesanti si sono attratti fra loro e sono stati tirati dentro per formare piccoli asteroidi e pianeti rocciosi. I gas più leggeri sono stati spinti fuori più lontano dal vento solare per condensarsi formando i quattro giganti gassosi Giove, Saturno, Nettuno e Urano. Nel sistema solare interno gli asteroidi si sono trasformati in pianeti, mettendo a posto gli ultimi pezzi con sempre più energia (oggi molti sono tuttora roventi all’interno a causa delle collisioni). Alla fine le cose sono diventate così come le vediamo ora.
Il piano del sistema solare è inclinato di 30° rispetto al piano della galassia, per cui il nostro sistema solare si muove a spirale attorno al ramo della Via Lattea. La figura (pagina a fronte in alto; dall’originale di Windelius e Tucker) è una rappresentazione schematica dei moti dei quattro pianeti interni.
Un altro modo di rappresentare il sistema solare è immaginarsi lo spazio-tempo come una membrana di gomma con il Sole come una palla pesante e i pianeti come bilie collocate sopra di esso (pagina a fronte in basso; da Guy Murchie). Questo è il modello di Einstein del modo in cui la materia curva lo spazio-tempo e aiuta a visualizzare la forza di gravità tra le masse. Se lanciassimo un pisello privo di attrito sopra la nostra membrana, questo verrebbe facilmente catturato da una delle bilie, oppure verrebbe fatto ruotare attorno per alcune volte e poi sputato fuori, o si stabilizzerebbe in un’orbita ellittica a rotazione veloce a metà di ciascuno dei cunicoli spazio-temporali. Come un pianeta, più il pisello scende lungo l’imbuto e più rapidamente deve girare in cerchio per cessare di scendere lungo il tubo. Quindi, più veloce gira e più pesante diventa, e il suo orologio sembra andare un po’ più lentamente.
Moto retrogrado
Andare in giro sfiorandosi
Chiunque guardi il cielo a occhio nudo dalla Terra noterà che, a parte l’incessante movimento del Sole e della Luna, ci sono cinque stelle erranti: i cinque pianeti dell’antichità. Questi pianeti e quelli scoperti di recente sembrano muoversi intorno alla Terra seguendo approssimativamente l’orbita annuale del Sole, l’eclittica o lo zodiaco. Se solo la vita fosse così semplice! Osservate i pianeti per quanto volete e vedrete che, ben lungi dal muoversi in maniera semplice, procedono barcollando come api ubriache, danzando e pirotteando. Di tanto in tanto, quando i pianeti passano, o si sfiorano, ciascuno sembra retrocedere o indietreggiare per un momento rispetto all’altro, in senso contrario alle stelle. Questo un tempo era conoscenza di dominio pubblico.
Qui sotto vediamo il modello di Mercurio attorno a un Sole tracciato nel corso di un anno visto dalla Terra (da Joachim Schultz). Nella pagina a fronte potete osservare lo schizzo di Cassini, risalente ai primi del Settecento, dei movimenti di Giove e Saturno. Anticamente venivano abbondantemente chiamati in gioco complessi sistemi di cerchi e ruote per cercare di imitare questi moti planetari (pagina a fronte, in basso), culminando nel sistema tolemaico di trentanove circoli deferenti ed epicicli, usati per illustrare i moti dei sette corpi celesti oltre duemila anni fa.
L’antico segreto dei sette
Pianeti, metalli e giorni della settimana
Poco meno di quattrocento anni fa i grafici nella pagina a fronte costituivano il fondamento del pensiero cosmologico da un capo all’altro del mondo occidentale, come avevano fatto per diverse migliaia di anni. Oggi questi insiemi del sistema settuplice dell’antichità appaiono come pittoresche reminiscenze di una cosmologia alchemica ormai sepolta sotto i pianeti e gli elementi fisici recentemente scoperti. Diamo comunque una rapida occhiata alla cosmologia dei nostri avi e vediamo che cosa ci può insegnare.
Ci sono sette corpi celesti che si muovono in maniera chiaramente visibile e che possono essere disposti intorno ad un ettagono nell’ordine della loro velocità apparente rispetto alle stelle fisse. La Luna sembra muoversi più velocemente di tutti, seguita da Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno (pagina a fronte, in alto a sinistra). Ad ogni corpo celeste è poi stato attribuito un giorno, cosa che possiamo riscontrare tuttora chiaramente in molte lingue. L’ordine dei giorni era dato dall’eptagramma qui mostrato (in alto a destra). In inglese si usavano i nomi antichi dei pianeti (o degli dei), ecco quindi Wotan’s day, giorno di Odino, Thor’s day, giorno di Thor, e Freya’s day, giorno di Freya, da cui derivano gli attuali Wednesday, Thursday e Friday (mercoledì, giovedì e venerdì in inglese).
Nell’antichità si riteneva che sette metalli corrispondessero ai sette pianeti, con i composti che davano origine ad associazioni cromatiche. Venere, ad esempio, veniva associato con i verdi e i blu dei carbonati basici di rame. Gli studiosi di alchimia si trovavano spesso a riflettere su queste relazioni magiche quando creavano cose sempre più sottili. Straordinariamente l’antico sistema fornisce anche l’ordine moderno di questi metalli per numero atomico. Seguite un eptagramma più aperto per ottenere: ferro 26, rame 29, argento 49, stagno 50, oro 79, mercurio 80 e piombo 82 (in basso a sinistra; dall’originale di Critchlow e Hinze). La sequenza di conduttività elettrica appare anche attorno all’esterno partendo dal piombo. |
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