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Scheda libro
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La scienza dei quanti suggerisce l'esistenza di molti futuri possibili per ciascun momento della nostra vita. Ogni futuro esiste in uno stato di riposo finché non viene risvegliato dalle scelte fatte nel presente.
Un manoscritto di duemila anni fa, compilato dal profeta Isaia, descrive queste possibilità con un linguaggio che stiamo cominciando ora a comprendere.
Oltre a trasmetterci la sua visione del nostro tempo, Isaia ha descritto la scienza di come scegliamo quale futuro sperimentare. OGNI VOLTA CHE LO FACCIAMO, SPERIMENTIAMO L'EFFETTO ISAIA.
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Estratto:
«La profezia quantistica nei giorni della speranza
Sviluppata agli inizi del ventesimo secolo, la fisica quantistica ci offre alcuni principi secondo i quali il tempo, la preghiera e il nostro futuro possono essere messi in relazione secondo modalità che stiamo appena cominciando a concepire. Una delle più affascinanti proprietà della teoria dei quanti è quella di ammettere l’esistenza di risultati finali diversi nello stesso momento. Come nelle parole evangeliche secondo cui «nella casa del Padre mio vi sono molte dimore», il nostro mondo è per noi la dimora di molti esiti possibili per le condizioni che creiamo nella nostra vita. Anziché creare la nostra realtà, è più esatto dire che noi creiamo le condizioni con le quali attiriamo dei risultati futuri, già stabiliti, mettendoli a fuoco nel presente. Le scelte che facciamo in quanto individui determinano quale dimora, o possibilità quantistica, sperimentiamo nella nostra esistenza. Poiché le scelte individuali confluiscono entro vaste categorie che possono affermare o negare la vita nel mondo in cui viviamo, accade che le scelte di tanti si fondano in una singola risposta collettiva alle sfide del momento. Per esempio, scegliere il perdono, la compassione e la pace attira un futuro che riflette queste qualità. La bellezza dell’analogia di Ermete a cui si è accennato in precedenza, «come in alto, così in basso», sta proprio nel mostrarci l’importanza di ciascuna scelta, fatta da ogni uomo o donna di qualunque ceto, in qualunque momento. In assenza di criteri basati su censo o privilegi, ogni scelta possiede eguale forza e valore. Chiaramente, navigare attraverso le possibilità della vita è un processo di gruppo. In un mondo quantistico non vi sono fattori nascosti, ogni azione compiuta da ciascun individuo conta. Noi esistiamo nel mondo che creiamo insieme. Nessuna profezia, né antica né moderna, può predire il nostro futuro; noi ridefiniamo le nostre scelte in ogni momento! Sebbene possa sembrare che stiamo percorrendo un sentiero destinato ad avere un certo esito, questo sentiero può cambiare radicalmente e produrre un altro risultato del tutto inatteso (nell’arco di trenta minuti, come nell’esempio dell’Iraq). Le predizioni presentano solo delle probabilità. Il fisico Richard Feynman, considerato uno fra i maggiori innovatori del pensiero dopo Albert Einstein, ha parlato precisamente di questa chiave profetica quando ha affermato: «Non siamo in grado di predire ciò che accadrà in una data circostanza. La sola cosa che può essere predetta è la probabilità di eventi diversi». [pag. 31-32]
«Alla fine degli anni ’80, l’effetto della preghiera di massa e della meditazione fu documentato attraverso alcuni studi svolti nelle maggiori città, in cui il numero di crimini gravi diminuì notevolmente grazie a continue veglie per la pace, tenute da persone appositamente formate.15 Gli studi hanno escluso la possibilità di “coincidenze” causate da cicli naturali, cambiamenti nelle politiche sociali, o imposizioni di legge. Quando uno stato di calma e di pace veniva a stabilirsi all’interno dei gruppi di sperimentazione, gli effetti dei loro sforzi venivano percepiti al di fuori delle stanze e degli edifici che quelle persone occupavano. Attraverso una rete invisibile, apparentemente capace di penetrare nei sistemi di credenze, nelle organizzazioni e nei vari strati sociali delle aree cittadine più decadenti, una scelta di pace fatta da pochi individui riusciva a toccare le vite di molti. I gruppi che svolgevano preghiera e meditazione provocarono un effetto diretto, osservabile e misurabile sul comportamento umano». [pag. 33]
«Riscrivere il futuro
La membrana che separa le varie possibilità future può essere così sottile che talvolta, quando entriamo in una nuova sequenza di eventi, possiamo perfino non accorgercene. Ad esempio, l’“improvviso bisogno” di fare ginnastica più spesso, di cambiare la propria dieta o di mettere nuova energia in un rapporto in difficoltà, rappresenta nuove scelte, capaci di frantumare la struttura di un modello del presente e di condurre a un nuovo risultato. Anche se sentiamo che la scelta è stata spontanea o naturale, il cambiamento ci consente di sperimentare un presente in cui esistono potenzialità di salute o di rapporti che in passato erano irrealizzabili. La preghiera è il linguaggio che ci permette di esprimere i nostri sogni, facendoli avverare. Cosa accadrebbe se facessimo le nostre scelte intenzionalmente?». [pag. 31-32]
«Come altre profezie, anche il tema del Codice della Bibbia da un lato sembra dirci che l’anno 2012 pone fine alla vita come la conosciamo, mentre allo stesso tempo, in un altro luogo, la minaccia per la Terra viene distrutta. Come possono realizzarsi allo stesso momento entrambi i futuri? Paradossi di questo genere affiorano qui e là nel Codice della Bibbia, specialmente a proposito di risultati di elezioni, eventi politici e guerre. Oltre a fornire un modello di risultati futuri basati su scelte fatte nel presente, il Codice della Bibbia forse vuole farci ricordare qualcosa di ancor più significativo». [pag. 81]
«Una nuova profezia
In molti calcoli e profezie indigene riguardanti l’attuale epoca storica, il 1998 sembra segnare l’inizio di una finestra temporale in cui possiamo attenderci di assistere ad alcuni dei più grandi cambiamenti della Terra. Il punto esatto in cui la nostra esistenza attuale si colloca all’interno di questa finestra non è certo, nemmeno per gli stessi profeti:
- Edgar Cayce, ad esempio, ha considerato il 1998 come l’ultimo anno di un ciclo di quarant’anni in cui possiamo apettarci l’arrivo di “una straordinaria trasformazione planetaria”; - Nostradamus, da parte sua, ha posto il 1998 all’inizio di un ciclo di cataclismi che sarebbe durato più di trecento anni.
Al di là di discrepanze sulle date esatte, le profezie che ci sono giunte sull’epoca in cui viviamo rivelano quasi tutte un tema comune: la nascita del nuovo millennio visto come un’epoca in cui assisteremo a notevoli mutamenti nella Terra e nel corpo umano». [pag. 82]
«Con il linguaggio del loro tempo, gli antichi profeti hanno affermato che noi esseri umani abbiamo la capacità di allontanare le loro visioni di futura distruzione, lavorando nel presente per spostare consciamente il corso del tempo. Sembra che molte fra le tradizioni dei nostri avi comprendessero la relazione esistente fra le azioni delle persone e i risultati delle profezie. Il collegamento esistente fra la nostra routine quotidiana e i risultati delle profezie è rimasto un mistero nascosto fino al ventesimo secolo. È in quest’epoca che, grazie alla formulazione di una nuova fisica, le possibilità insite nel tempo, nelle profezie e nei miracoli, insieme al nostro ruolo nel futuro dell’umanità sono divenuti più chiari. Oggi sappiamo che le predizioni indicano soltanto delle possibilità isolate. Sappiamo anche che siamo noi a scegliere le nostre possibilità attraverso ogni respiro che facciamo, in ogni momento della giornata». [pag. 82-83]
«Il cambiamento iniziò lentamente, in modo quasi impercettibile. L’ammasso canceroso cominciò a tremolare, come se stesse rispondendo ad una forza invisibile. Mentre quel movimento continuava e il resto dell’immagine era perfettamente a fuoco, l’intera massa cominciò a scomparire. Dopo alcuni secondi, il tumore sembrava essersi sciolto davanti ai nostri occhi. In soli due minuti e quaranta secondi il tumore se n’era andato. Era semplicemente scomparso! Era avvenuta una guarigione, ed era così completa che gli ultrasuoni non indicavano neppure tracce di cicatrizzazione sul tessuto che era stato invaso dal tumore. Mentre la telecamera si allontanava dallo schermo dell’ecografia, la paziente, ancora sveglia e cosciente, aveva l’aria di sentirsi rincuorata da ciò che sentiva dire intorno a lei. L’infermiera e i tre uomini parlarono fra loro, poi fecero un cenno di assenso; il procedimento aveva avuto successo. Con cortesia, ciascuno si inchinò dalla vita in giù e fece un delicato applauso, dando riconoscimento al successo ottenuto». [pag. 91-92] |
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