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Scheda libro
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Catherine Wishart
Giovani Dee
Le cerimonie sacre, il trucco magico e tanti segreti per vivere la dea
Prezzo: € 18,50 Pagine: 352 - Formato 17,8x25,5 ISBN 13: 9788875074913 Note: 2 colori Prima edizione: Febbraio 2004 Traduttori: Antonella Ercolani Alice Bellia
Titolo Fuori Catalogo - NON DISPONIBILE
Scopri i vantaggi per gli associati
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Tu sei una dea. Nel profondo della tua anima possiedi il fascino di Afrodite, la saggezza di Inanna e la compassione di Kuan Yin. Pensa a loro come ai tuoi modelli nel tuo ruolo di dea. Leggi le loro storie e quelle delle altre dee di terre lontane, e imparerai a superare tutte le difficoltà che incontrerai.
Seguendo il modello di quindici antiche dee di tutto il mondo, Catherine Wishart ti insegnerà ad accedere al potere della tua bellezza interiore ed esteriore. Con un make-up appropriato, qualche consiglio su come vestirti e come utilizzare i colori, e qualche idea per un’acconciatura da dea, riuscirai a proiettare radiosità, sicurezza in te stessa e fascino verso tutti coloro che incontrerai, proprio come una vera dea.
Naturalmente, cosa sarebbe una dea senza poteri magici e misteriosi? Grazie a esercizi, meditazioni, preghiere, cerimonie, fascinazioni, modi di truccarsi e di vestirsi anche tu imparerai a usare la magia (quella vera) per ottenere ciò che vuoi veramente: amore, autostima, denaro, considerazione.
Anche tu hai un’infinita riserva di magia, bellezza e potere. Come la userai?
La scelta è tua: come una dea, tu hai il potere di realizzare i tuoi sogni.
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Indice:
Come usare questo libro
Scrivere questo libro...
PRIMA SEZIONE: LE BASI
1. Che cos’è una Dea?
2. Le basi della magia
3. Risvegliare la vostra Dea interiore
4. I doni della Dea interiore
5. Evocare il vostro destino
SECONDA SEZIONE: LE DEE
6. Le fascinazioni della dea
7. Inanna: la Dea delle cose importanti
8. Scathach: la Dea guerriera punk
9. La Regina Boadicea: la Dea della vendetta
10. Brigit: La Dea dell’ispirazione e della guarigione
11. Sarasvati: Dea dei compiti scolastici, della musica e della sensualità
12. Huesuda: la Dea dark
13. Kuan Yin: la Dea della compassione e del perdono
14. Freya: la Dea dell’aria
15. Mahuika: la Dea del fuoco
16. Oshun: la Dea dell’acqua
17. Maria: la Dea della luna
18. Grania: la Dea del sole
19. Gaia: la Dea della terra
20. La Llorona: la Dea della sofferenza
21. Afrodite: la Dea della bellezza
Conclusioni
Per scrivere all’autrice
Letture consigliate
Indice analitico
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Estratto:
Capitolo 1
Ma che cos'è
una Dea?
Voi siete delle dee
Voi siete delle dee. Lo sapevate? Tutto il potere, la forza e la magia che un tempo erano a disposizione delle antiche dee sono a vostra disposizione anche oggi: avete dentro di voi la divinità, la bellezza e la saggezza delle antiche dee. Non dovete fare niente per ottenere tutte queste cose, poiché fanno già parte di voi. In questo libro vi mostrerò come accedere al vostro potere di Dea e come utilizzarlo per rendere la vostra vita esattamente come la volete.
Potrete usare questo potere per avere un aiuto in qualunque campo della vostra vita, dal trovare un ragazzo al perdere peso, passare gli esami o acquistare più fiducia in voi stesse. Imparando a mettervi in contatto con la vostra natura divina, imparerete ad ascoltare la vostra voce interiore, la voce dell’Anima che vi parla, e inizieranno a capitarvi regolarmente degli eventi straordinari, come coincidenze ed episodi sincronici, diverrete facilmente più attraenti e acquisterete una maggiore fiducia nella vostra capacità di prendere delle decisioni, ma la cosa più importante di tutte è che acquisterete fiducia in voi stesse.
Che cos’è una Dea?
Ogni volta che parlo di dee, la mia amica Liarne mi chiede sempre: “Che cos’è una Dea?”. Cosa intendo dire esattamente quando uso la parola “dea”? Mi riferisco alle dee degli antichi miti, quelle che erano dotate di strani poteri magici? Forse intendo dire che le donne sono delle dee? Oppure sto parlando di quelle che alcune persone adoravano, e che continuano ad adorare in alcune religioni nel mondo? La risposta a tutte queste domande è sì! Però, prima che vi dica cosa io penso che sia una dea, perché non me lo dite voi?
Mentre leggerete questo libro forse cambierete idea su cosa è una dea: quando finirete di leggerlo, tornate a dare un’occhiata a queste domande e alle risposte che avete dato e paragonatele all’opinione che avrete alla fine della lettura.
Secondo il mio dizionario una Dea è:
l Una divinità femminile.
l Una donna che viene molto venerata.
l Una donna bellissima.
Per me una Dea racchiude tutte queste cose e molto di più; quando parlo della Dea mi riferisco al divino al femminile; perciò se siete donne, siete divinità femminili, quindi delle dee.
Quando invece mi riferisco alla Dea in generale, e non specificamente a una Dea con un nome, sto parlando del principio divino femminile, quello che gli antichi adoravano come la madre di tutto.
Se penso alla Dea, m’immagino una donna bellissima e saggia che assomiglia a una regina delle fate, con delle ali grandi e splendenti, e un vestito lungo e fluente. La Dea è come il mio angelo custode: è sempre lì, e mi guida in ogni istante della mia vita.
A voi la Dea potrebbe apparire sotto un aspetto del tutto differente: potreste vedere una madre divina, un essere celestiale, oppure una forte guerriera. Le dee, come le donne, si mostrano in molti aspetti differenti, ciascuna dotata di caratteristiche diverse.
In questo libro farete la conoscenza di alcune dee in particolare, provenienti da culture diverse tra loro. Scoprirete quali erano i loro punti di forza e come possono aiutarvi in quest’epoca, imparerete inoltre quali sono state le imprese che hanno dovuto affrontare, come le hanno superate, e il modo nel quale potrete farlo anche voi nella vostra vita. Imparando a conoscere queste dee, potreste trovare una Dea patrona, sentirvi attratte a lavorare con una in particolare, oppure può capitare che una Dea vi prenda sotto la sua ala protettrice. Afrodite, la Dea greca dell’amore, è stata la mia Dea patrona sin da quando avevo ventidue anni: è la Dea con cui lavoro ogni giorno. A seconda della fase della vita in cui mi trovavo, sono stata aiutata da dee diverse.
Adesso, mentre scrivo, sto lavorando con Grania, la Dea celtica del sole. Come vedrete, esistono molte dee, che le persone hanno onorato sin dall’inizio dei tempi.
La Dea nel corso dei secoli
Quasi tutte le culture antiche adoravano la Dea in una forma oppure in un’altra. Durante l’era paleolitica, dal 50.000 all’8.000 a.C., le persone adoravano la Dea come la madre di tutte le cose esistenti. Questi popoli, più di 35.000 anni fa, dipingevano immagini della Dea nelle caverne dove vivevano, e costruivano delle statue per renderle omaggio. In tutta l’Europa sono state trovate centinaia di statue della Dea risalenti a quell’epoca, dalle montagne dei Pirenei, in Francia, sino alle pianure della Siberia. La maggior parte di esse sono di piccole dimensioni, raffiguranti donne nude e incinte, immagini della Dea nel suo aspetto di donatrice di vita.
La terra, in quanto Dea, era onorata per la sua fertilità. Dal suo corpo creava la vita, attraverso raccolti abbondanti, la pioggia, l’acqua delle fonti e quella dei fiumi. Il sostentamento delle tribù era strettamente collegato alla ricchezza della terra. Molte statue di dee venivano dipinte con ocra rossa, un modo simbolico per rappresentare il sangue della vita, che ci sostiene tutti.
Anche le donne nell’era paleolitica venivano onorate per la loro capacità di fare figli, e questi ultimi prendevano il nome della madre anziché quello del padre, così non esistevano figli illegittimi. Le donne, come la terra, potevano alimentare la vita dai loro corpi, allevando i loro bambini con il latte che proveniva dal loro seno, proprio come la Madre Terra nutriva i suoi figli, sia gli esseri umani che gli animali o le piante, tramite il cibo e l’acqua che fluiva dal suo corpo.
A quell’epoca era considerato un mistero il modo in cui i bambini venivano al mondo. Per quanto ne sappiamo, i popoli dell’Età della Pietra non avevano idea che gli uomini contribuissero alla nascita di un bambino: partorire era considerato uno dei misteri della donna, come le mestruazioni. I cicli mestruali femminili seguivano un ciclo di ventotto giorni, come quello della luna; a quel tempo ci si basava su un calendario lunare anziché solare, quindi un anno era composto da tredici mesi invece dei nostri dodici, e anche le donne avevano tredici cicli mestruali all’anno. Questa stretta associazione delle donne con i cicli della natura era evidente ed era oggetto di venerazione: si pensava, infatti, che le donne fossero dotate di poteri mistici, che permettevano loro di far nascere i bambini.
Le tribù vivevano all’interno di caverne, e la parte più vicina all’entrata era la loro dimora; mentre le parti più interne e profonde venivano utilizzate per dipingere, sui muri scuri, delle bellissime immagini della Dea, usando colori come il rosso brillante, il giallo opaco e dei marroni intensi con sfumature simili al cioccolato. Fuori dalla soglia, all’entrata della caverna, erigevano statue della dea, che poi portavano anche con sé o le ponevano nelle bisacce dove tenevano i loro attrezzi. Queste statue venivano rappresentate con seni enormi e cadenti, fianchi larghi, cosce floride e un ventre rotondo e gravido, a simboleggiare la Dea che fa nascere dal suo corpo splendido tutto ciò che esiste sulla terra. Come essa, infatti, il suo corpo era rotondo, sinuoso e abbondante. La Dea viene raffigurata priva di volto, a indicare che è l’incarnazione sacra del femminile in tutte le donne. Molte di queste statuette avevano i piedi rivolti verso il basso, a forma di freccia, probabilmente per poterle conficcare meglio nel terreno all’esterno delle grotte, ed erano fatte di pietra o di osso.
Una delle più famose di quel periodo è la Dea di Willendorf, rinvenuta nel 1908 appunto vicino al paese di Willendorf, in Austria. Risale a oltre 30.000 anni fa ed è uno degli oggetti artistici più antichi trovati sul pianeta. Fu ritrovata insieme a degli attrezzi di quell’epoca, ed era stata scolpita nel calcare. È conosciuta più comunemente come la Venere di Willendorf, tuttavia Venere è una Dea che comparve nella storia dell’umanità solo molti secoli più tardi.
Perché gli antichi scolpivano immagini della Dea? Gli sciamani hanno a lungo creduto che il mondo dello spirito fosse assai vicino e sovrapposto al mondo fisico che vediamo, anziché essere lontano anni luce in qualche dimensione remota. Immaginatelo in termini di computer grafica: diciamo che state lavorando su di un’immagine a più livelli. Quando decidete di nascondere un livello sullo schermo, esso è ancora fisicamente lì, anche se non potete vederlo. Gli sciamani disegnavano o scolpivano sulle rocce per far uscire da esse lo spirito della divinità. Lo scopo non era scolpire una bella statuetta nella roccia per ammirarla da un punto di vista artistico, come quando appendete un poster sul muro della vostra camera; piuttosto era quello di creare una finestra sul mondo dello spirito, affinché il divino si manifestasse.
Un’altra famosa immagine della Dea, sempre risalente a quel periodo, è la Dea di Laussel, che è stata scolpita nel calcare sulla parete dell’entrata di una caverna a Lascaux, in Francia: all’interno vi erano molti bellissimi dipinti che tutt’oggi ne abbelliscono le mura; qui vivevano le popolazioni primitive più di 20.000 anni fa. La Dea di Laussel era alta circa quarantatré centimetri ed era dipinta di rosso, il colore del sangue che alimenta la vita. Nella mano destra stringe il corno di un bisonte, a forma di luna crescente, con tredici tacche incise lungo la sua curvatura: esse rappresentano i mesi dell’anno e il ciclo mestruale delle donne, e probabilmente per questi popoli antichi aveva la funzione di calendario.
Il tempo, a quell’epoca, era considerato ciclico anziché lineare. Era come una spirale che annualmente passava attraverso le quattro stagioni con un movimento circolare, riportandoti indietro al periodo dell’anno nel quale avevi iniziato il tuo viaggio, però più maturo e più saggio. La vita era un flusso costante di aumento e di calo, di crescita e decadimento, di pienezza e vuoto, di visibile e invisibile, di vita, di morte e di rinascita. Anche le stagioni seguivano questo schema, come pure la luna, i cicli mestruali delle donne e quindi la vita stessa: la morte era semplicemente nascere in una nuova condizione di esistenza.
Fate la vostra statuetta della Dea con della creta, poi dipingetela. Se volete, datele una forma simile a quella del vostro corpo, per ricordarvi che siete una manifestazione della divinità.
La Dea nell’era neolitica
Dopo l’era paleolitica ci fu quella mesolitica, che durò dall’8.000 al 4.000 a.C. Anche se sappiamo che questi popoli erano raccoglitori come i loro antenati, non si hanno molte altre informazioni sul loro conto, dal momento che sono rimaste ben poche tracce della loro esistenza. Poi arrivò l’era neolitica, dal 4.000 al 2.000 a.C. I popoli di quest’era hanno lasciato diverse migliaia di monumenti in pietra, incluso Stonehenge, e questi venivano utilizzati come luoghi sacri per le cerimonie.
Nell’era neolitica ebbe inizio la costruzione di insediamenti più stabili, e si cominciò ad abbandonare il nomadismo. Le popolazioni impararono a coltivare la terra e a raccoglierne i frutti, in modo da non dover continuare a recarsi in altri territori per cercare il cibo: qui gli elementi naturali giocavano un ruolo chiave nell’assicurare loro scorte più o meno abbondanti. La Dea veniva adorata come fonte di tutte le acque, dalla pioggia che scendeva dal cielo ai laghi, le sorgenti e i fiumi che sgorgavano dall’interno del corpo della Terra.
Durante questo periodo si venerava la Dea anche negli animali. Gli uccelli venivano considerati sacri a lei per la loro capacità di viaggiare facilmente tra i regni sacri della terra, del cielo e dell’acqua; e costituivano delle figure importanti in molti antichi miti. In diverse culture si trovano miti della creazione che raccontano di un grande uccello che deponeva un uovo cosmico, dal quale poi nasceva l’universo. Gli uccelli erano importanti anche per la loro capacità di segnalare i cambiamenti atmosferici; ancora oggi, infatti, ci basiamo sulla loro migrazione verso sud per sapere quando il tempo diventerà più freddo, e viceversa.
Il serpente era un altro animale sacro alla Dea e simboleggiava la rinascita. La Dea serpente era un potente simbolo di rinnovamento. Esso poteva perdere la pelle e tornare al ventre della terra completamente rinnovato: a quel tempo, sui vasi venivano raffigurate molte immagini di dee con sembianze di serpenti o di uccelli.
In quali altri luoghi veniva venerata la Dea?
La Dea è apparsa in ogni luogo della Terra che sia stato abitato: dalla Sumeria alle Hawaii, dall’Africa all’America, dalla Cina alla Nuova Zelanda. Si potrebbe riempire un libro intero, scrivendo dei luoghi dove la Dea veniva venerata.
Questi libri ci sono già, come The Myth of the Goddess, di Anne Baring e Jules Cashford (London, Viking, 1991), un volume di 780 pagine che tratta del culto della Dea attraverso la storia. In questo libro vi ho dato solo un assaggio della storia della dea, per darvi un’idea di quanto le dee siano state importanti per molte culture.
Nell’antico Egitto c’erano quarantadue territori e ciascuno aveva le proprie divinità; anche le piccole città possedevano un tempio dedicato alla propria Dea o al proprio dio. In seguito, quando l’Egitto fu unificato, ciascun territorio continuò a venerare le sue divinità, anche se nel resto del paese ne venivano venerate altre.
I primi antichi Egizi pensavano che le dee avessero il corpo di uccelli o di altri animali. C’era la Dea Bastet, che aveva la forma di un gatto, ed era venerata come la Dea che portava la luce del sole sulla Terra; di conseguenza, i gatti erano sacri in Egitto, e chiunque ne uccidesse uno sarebbe stato condannato a morte.
Teweret era la Dea del parto e veniva raffigurata come un ippopotamo gravido! Gli Egizi credevano che il sangue del suo ventre donasse la vita eterna. Con l’evoluzione della loro società, anche gli aspetti che le divinità assumevano subirono dei mutamenti. Gli Egizi delle epoche successive credevano che le dee avessero dei corpi umani con teste di animali, mentre alcune divinità si pensava che fossero soltanto antropomorfe. La Dea egiziana più famosa era Iside, Dea dell’amore e del destino, e il suo culto fu portato anche a Roma. In lei erano presenti tutti gli attributi delle svariate e differenti dee egiziane.
I popoli celtici vivevano nell’Europa centrale e si espansero da una parte all’altra del continente: in Francia, in Spagna, in Portogallo, in Turchia, in Inghilterra, in Scozia, nel Galles e in Irlanda. I Celti erano uniti come popolo poiché avevano in comune delle lingue simili tra di loro, ma, a differenza degli Egizi non si riunirono mai in una nazione sotto un unico capo e non adoravano tutti gli stessi dei. La maggior parte delle tribù celtiche aveva delle divinità che erano locali e tipiche della zona, proprio come gli antichi Egizi.
Il calderone era uno strumento fondamentale per la vita e le credenze celtiche: veniva appeso a delle travi di legno poste al centro dell’abitazione, con un fuoco sotto di esso, ed era l’elemento distintivo più importante della casa. I Celti lo usavano per cuocere i cibi e per scaldare l’acqua con la quale si lavavano. Il fuoco donava loro luce, che era fondamentale, dal momento che le loro abitazioni erano prive di finestre, e il calore teneva tutti al caldo.
Nella mitologia celtica il calderone rappresentava l’abbondanza, la fertilità e la rinascita; poteva anche simboleggiare l’utero femminile, che era una sorta di calderone anch’esso, in quanto “conteneva” la fecondità e la nascita. Anche tra i Celti la Dea e le sue caratteristiche di donatrice di vita venivano paragonate ai cicli delle donne.
C’erano molte dee potenti nelle leggende e nei miti celtici. La Morrigan era la Dea della fertilità e della morte: quando appariva durante i mesi estivi nella sua forma di corvo, la gente sapeva che la morte era vicina; ma se lo faceva nei mesi invernali, portava segni di nuova vita. La Regina Boadicea era invece una donna realmente vissuta che era a capo della tribù degli Iceni. Quando i Romani le violentarono le figlie, unì le genti di molte tribù diverse e si mise a capo di una rivolta contro di loro. Boadicea, essendo una potente guerriera, confidava nel suo potere di Dea e invocava la Dea Andraste prima di ogni battaglia.
Brigit era la Dea celtica della guarigione, della poesia e delle arti.
Ancora oggi c’è un fuoco che rimane acceso in suo onore a Kildare, in Irlanda: persone da tutto il mondo fanno la guardia al suo fuoco sacro.
Nell’antica Grecia venivano costruiti dei templi come dimore per le divinità. La città di Atene trae il suo nome dalla Dea Atena, la Dea della saggezza. Nel suo tempio c’era una magnifica statua in avorio e oro; quel che ne è rimasto si trova ancora sopra Atene.
I Greci credevano di poter entrare in contatto con gli dei tramite la preghiera e i sacrifici, oppure facendo visita a un oracolo dove una sacerdotessa li avrebbe informati della loro volontà. Le sacerdotesse devote alla Dea la servivano nei suoi templi: la gente si recava da loro per ricevere la benedizione della Dea e per chiedere delle grazie, portandole in offerta cibo o monete.
Il sacrificio era un elemento importante nella tradizione romana; ogni tempio di Roma era dedicato a una particolare divinità. I sacrifici venivano fatti per chiedere a una divinità di esaudire una determinata richiesta.
Ogni famiglia teneva in casa il proprio tabernacolo, dove faceva delle offerte quotidiane di incenso, di dolci e di vino agli dei della casa: i Penati erano delle divinità della casa, i protettori delle dispense, ed erano responsabili della ricchezza di una famiglia; i Lari, invece, portavano prosperità e felicità alla famiglia. Se vi è capitato di vedere il film “Il Gladiatore”, certo ricorderete le statuette che il gladiatore portava con sé e che tirava fuori quando pregava per la sua famiglia: quelli erano i Lari.
Il padre veniva chiamato “genius” e tutta la famiglia, come pure gli schiavi, lo adoravano. Tutte le popolazioni soggette al dominio romano veneravano l’imperatore come il genius dello stato. I Romani credevano che se non avessero adorato i loro dei ciò avrebbe arrecato tremende sciagure alla famiglia o a tutto l’impero.
Ogni anno a Roma si tenevano quarantacinque celebrazioni pubbliche in onore delle varie divinità. Una di queste era Vesta, la Dea della casa e del focolare. Il suo tempio aveva una forma circolare e si trovava nel Foro: era uno dei più importanti edifici di Roma e lì veniva sempre tenuto acceso un fuoco sacro, e delle sacerdotesse chiamate Vestali avevano il compito di vigilarlo. Solo le ragazze delle famiglie nobili potevano diventare sacerdotesse di Vesta e prestare servizio al suo tempio: questo era considerato un grande onore, ma se una di loro disonorava la Dea, per punizione sarebbe stata sotterrata viva.
Perché sembra che la Dea sia scomparsa?
Come avete potuto vedere, la Dea era venerata per ragioni molto diverse tra di loro, all’interno di molte culture differenti. Poteva dare la fertilità, concedere favori personali, provvedere al cibo e al riparo con raccolti abbondanti, concedere caverne accoglienti oppure legna per costruire; poteva anche esaudire delle richieste riguardanti l’amore, la guarigione e la prosperità.
Quindi, se tanto tempo fa la Dea rappresentava una figura di importanza centrale per molti popoli nel mondo, perché adesso non ricopre più quel ruolo? Diciamo che la Dea occupa ancora una posizione di rilievo in molte religioni, ma purtroppo ci sono state delle circostanze che hanno cambiato il modo in cui le persone la veneravano nel mondo occidentale.
Ci sono stati due eventi che hanno contribuito alla formazione della storia religiosa moderna:
1. Roma conquistò molti territori, incluse le Isole Britanniche.
2. Il cristianesimo divenne la religione ufficiale di Roma.
Ci sono stati tanti altri avvenimenti che hanno contribuito alla fine del culto della dea. Durante il medioevo c’è stata le caccia alle streghe rivolta contro le donne, e nel diciottesimo secolo le spedizioni dei missionari nel Nuovo Mondo. Mentre l’impero britannico cresceva, i missionari inglesi viaggiarono verso molti paesi, convertendone le popolazioni al cristianesimo.
Nel sesto secolo a.C. Roma era una città maestosa. I Romani cominciarono a imporre il loro dominio su altri territori, conquistando le tribù di tutta Europa. Nell’anno 117 d.C., l’Impero Romano aveva raggiunto ormai l’apice dell’espansione: si estendeva dall’Inghilterra all’Egitto, e dalla Spagna al Medio Oriente.
L’ascesa dell’Impero Romano non impedì che le divinità originarie delle terre conquistate fossero ancora venerate. Alcune di queste, tra cui Iside, entrarono a far parte del culto romano. Mitra, il dio persiano della luce e della guerra, è un’altra divinità che fu assorbita dalla cultura romana; era molto popolare soprattutto tra i soldati. A Londra si possono trovare ancora i resti di un tempio costruito per adorare Mitra.
Nel 324 d.C. l’imperatore Costantino dichiarò il cristianesimo la religione ufficiale di Roma. Il cristianesimo, a quei tempi, era diverso da ogni altra religione esistente, poiché si basava sulla vita e sugli insegnamenti di una persona realmente vissuta, Gesù di Nazareth. Nel cristianesimo esisteva solo un dio maschile, non c’era nessuna dea, e uno degli insegnamenti di base era: “Non avrai altro dio all’infuori di me” (dai Dieci Comandamenti della Bibbia). Mentre prima la religione romana era politeista, il che significa che si credeva in molte divinità, con l’avvento del cristianesimo la religione divenne monoteista. I cristiani credevano in un solo dio: il Dio padre. In Inghilterra, quando arrivò il cristianesimo per la prima volta, le cose non cambiarono molto. La gente pensò che la storia di Maria che veniva fecondata da Dio, e che in seguito dava alla luce Cristo, fosse un’altra variazione della storia della Dea e di suo figlio, poiché esistevano già molte celebrazioni pagane che festeggiavano la Dea della terra che veniva messa incinta dal dio del sole e che poi partoriva.
Durante la festività di Beltane, che cadeva il primo di Maggio, veniva rappresentato tutto questo: un palo di maggio, che simboleggiava il Dio Sole, veniva calato in un foro nel terreno, che ovviamente simboleggiava la Dea. Una volta fecondata dal Dio sole, la Madre Terra avrebbe trattenuto il suo seme nel proprio corpo per poi far uscire i prodotti della terra in una fase successiva dell’anno. Questa celebrazione aveva luogo in primavera, per poter assicurare la fertilità della terra e la benedizione della Dea sulla gente. Dopo che i Romani abbandonarono l’Inghilterra, il paganesimo ritornò. In Irlanda furono missionari come Patrizio che portarono il cristianesimo alla gente. Il loro cristianesimo, che venne chiamato in seguito celtico, era diverso dal tipo di cristianesimo che i Romani avevano instaurato. Nel settimo secolo, Gregorio il Grande inviò Agostino nelle isole britanniche per convertire il popolo al cristianesimo romano.
In questo periodo l’Inghilterra era per metà pagana e per metà cristiana. Tuttavia, nel quattordicesimo secolo l’Inghilterra era diventata chiaramente cristiana, e la diffidenza verso le donne era una delle componenti principali del cristianesimo. Nel 1484 Papa Innocente VIII varò un’inquisizione contro le antiche religioni della terra, contro la Dea e i suoi seguaci, e contro le donne (che erano l’espressione femminile della Dea).
Nel 1486 due frati domenicani scrissero e pubblicarono il Malleus Maleficarum (Il Martello delle Streghe), che affermava che le donne e il loro istinto sessuale erano da considerare assolutamente malvagi: “Tutta la stregoneria deriva dalla lussuria della carne, che nelle donne è insaziabile”.
Il libro descriveva le maniere per riconoscere, torturare e uccidere una donna che veniva considerata una strega. Qualunque donna poteva venire etichettata come strega da un vicino invidioso, da un ex fidanzato geloso, oppure anche da un cacciatore di streghe avido di denaro. Le guaritrici erano particolarmente vulnerabili, poiché il Malleus Maleficarum sosteneva che le donne dotate di strani poteri o capaci di fare magia fossero in combutta con il demonio.
La testa di una strega veniva pagata profumatamente. Se la donna era incapace di provare la sua innocenza veniva torturata finché non firmava una confessione, e quelle che confessavano venivano strangolate. Se la donna protestava e sosteneva di essere innocente veniva bruciata viva.
L’inquisizione durò sino alla metà del diciottesimo secolo. Vennero torturate e uccise migliaia di donne innocenti (per avere maggiori informazioni leggere Witchcraze, A New History of the European Witch Hunts, di Anne Llewellyn Barstow, HarperCollins, 1994). Non furono risparmiati neanche i bambini, dal momento che chi commetteva questi omicidi sosteneva che i bambini ereditassero il male dalle proprie madri.
Durante il diciottesimo secolo, mentre l’impero britannico rafforzava il dominio sui territori che aveva occupato, si diffuse anche il cristianesimo, e le religioni originarie del luogo vennero proibite. In Australia gli Aborigeni adoravano dee come Kunapipi, la Dea madre che aveva plasmato la terra dal suo corpo e che aveva creato i bambini, gli animali e le piante. Nella Nuova Zelanda i Maori veneravano dee tra cui Mahuika, la Dea del fuoco, e Marama, la Dea della luna: al giorno d’oggi molti di loro sono cristiani. Quando ero piccola, la mia nonna maori fingeva di non conoscere la lingua maori, perché a scuola era stata punita per averla usata. Oggigiorno le persone stanno diventando sempre più coscienti del bisogno di preservare le antiche tradizioni.
La Dea oggi
Alcune religioni venerano ancora delle dee e non hanno mai smesso di farlo! Sia le religioni antiche che stanno acquistando nuovamente popolarità, che quelle nuove, comparse da poco, pongono un’enfasi sulla dea.
L’induismo era il nome usato per descrivere religioni dell’India diverse tra di loro; le loro origini risalgono a migliaia di anni fa. Nell’induismo vengono venerate molte dee: Sarasvati è la Dea della saggezza, dell’apprendimento, della musica e delle arti, fu lei a inventare il sanscrito, il linguaggio Indù. È così bella che suo marito Brahma si fece crescere tre facce per poterla ammirare da ogni angolazione. Al giorno d’oggi gli studenti indiani la pregano affinché li aiuti durante gli esami.
Il Buddismo celebra delle dee come Kuan Yin e Tara. Kuan Yin è la Dea della compassione e della misericordia ed è la protettrice di tutti i bambini. Può mostrarsi in varie forme, alcune maschili, altre femminili. Il Buddismo arrivò in Giappone dalla Cina e viene praticato insieme allo Scintoismo, che è la più antica religione giapponese. La Dea del sole, Amaterasu, è la più importante delle dee scintoiste; ogni anno dieci milioni di persone visitano il suo tempio a Ise. Il suo simbolo, il sole nascente, compare sulla bandiera nazionale giapponese.
Le religioni africane, come la Santeria, continuano ad adorare le dee. C’è Oshun, la Dea dell’amore e della bellezza, e Yemanja, la Dea dei fiumi, che aveva molti figli, tutti avuti da padri diversi, tra cui Shango, il dio dei tuoni.
Molte antiche religioni della terra hanno subito un’affascinante rinascita negli ultimi anni: i Pagani, i Wiccan e i Druidi venerano tutti una dea.
Sophia, la Dea della saggezza nella Cabala, è di importanza fondamentale nella tradizione ebraica, come lo è la regina Esther, e la sua festa viene celebrata durante il Purim, a febbraio. Anche il cristianesimo ha delle dee, anche se la maggior parte dei cristiani non le considera tali. Maria, l’adorata madre di Cristo, è molto venerata in tutto il mondo, e questo, secondo la definizione di un dizionario, la qualifica come una dea.
Maria di Betania è da molto tempo una delle donne che preferisco nella Bibbia, e potrebbe essere considerata una Dea della devozione. In alcuni gruppi cristiani ci sono dei sacerdoti che pregano un dio che è madre e padre allo stesso tempo, al posto di un dio che è solo padre.
Potete mettervi in contatto con la Dea qualunque sia la vostra religione di appartenenza, infatti, tutte le religioni che conosco hanno almeno una figura femminile importante. La Dea può aiutarvi qualunque sia la vostra religione: per lei non rappresenta un limite; e non dovete cambiarla per accedere al vostro potere di dee. Fate solo ciò che vi fa sentire a vostro agio.
Due parole sulla natura della Dea
Possiamo imparare molto sulla Dea studiando la natura.
Gli antichi popoli vedevano la Dea come la Terra stessa, come colei che ha partorito tutto l’universo. Come funziona l’universo? Cosa succede nella natura? Ecco cosa vedo io.
La Dea:
l Le piacciono le cose. Potete vederlo dal fatto che ne crea un’infinita varietà, come i fiocchi di neve, i fili d’erba oppure le stelle. Non ne crea soltanto una o due, ma miliardi.
l È prospera. C’è veramente tantissima abbondanza nella natura: i laghi sono pieni di pesci, i campi di fiori, il cielo di stelle.
l È pronta a notare la bellezza. Ovunque guardate, in natura, potete osservare dei colori meravigliosi, come un grande artista che con mano perfetta esegue gli ultimi ritocchi sulla tela dell’universo.
l È creativa. Insomma, bisogna avere una bella fantasia per creare la terra e tutto ciò che esiste su di essa, per non parlare del resto dell’universo; e solo la Dea sa cosa esiste nelle altre dimensioni che si trovano al di fuori di esso.
l È meravigliosamente intelligente. Tutto ciò che crea funziona con una simmetria perfetta. Anche se l’universo si espande a una velocità incredibile, questo processo avviene con un equilibrio assoluto, in modo che esso possa regolarsi da solo senza danneggiare se stesso.
l Adora essere creativa.
l Le piace molto manifestare la sua creatività: una cosa è avere delle idee straordinariamente creative, ma realizzarle è un’altra questione. Potete rendervene conto voi stesse, esaminando questo pianeta e osservando i frutti del suo lavoro.
l È impetuosa. Pensate all’arrivo di un temporale, all’esplosione dei tuoni, alla pioggia torrenziale, all’ululato del vento...
l Ogni tanto fa un po’ di “pulizia”. Ebbene sì, anche la Dea fa le sue pulizie di primavera: lo vediamo nelle cosiddette catastrofi naturali; anche la Dea sa bene che per fare spazio alle cose nuove bisogna eliminare quelle vecchie.
l Sa che c’è un tempo per ogni cosa: un tempo per restare fermi e aspettare, uno per lasciare le cose in gestazione, uno per essere attivi, uno per la passività e uno per l’attività.
l È gentile e amorevole. Come faccio a saperlo? Lo so e basta, quindi dovrete fidarvi della mia parola, e dopo che avrete vissuto con la Dea per un po’ lo scoprirete anche voi.
Come può aiutarvi la Dea oggi?
La Dea può aiutarvi in ogni modo possibile, da quello più mondano a quello più magico. Non esiste un compito che sia troppo piccolo o troppo grande per lei.
Qui di seguito vi elenco alcune delle cose con le quali la Dea può aiutarvi:
l Se state lottando contro la vostra poca stima di voi stesse.
l Se volete dimagrire.
l Se volete più amore nella vostra vita.
l Se volete avere un ragazzo.
l Se avete difficoltà a scuola.
l Se avete dei problemi con gli amici.
l Se vi sentite sole.
l Se sembra che i vostri genitori non vi capiscano.
l Se volete venire ammesse in una certa scuola.
l Se non sapete cosa volete fare della vostra vita.
Non c’è un limite a quello che la Dea può o non può fare! Tutto ciò di cui avete bisogno è chiedere, credere e ricevere: davvero semplice. In tutto il libro imparerete dei metodi specifici per realizzare i vostri obiettivi. Questo ci porta al prossimo capitolo... |
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