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Mark L. Brenner  
Il Ciuccio, l'Orsetto, il Biberon e il Dito in Bocca
Tutto quello che i genitori devono sapere sugli oggetti transizionali

Prezzo: € 14,90
Pagine: 192 - Formato 14x21
ISBN 13: 9788886631426
Note: Illustrato
Prima edizione: Aprile 2006

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Quando smettere di usare il succhiotto? Come posso aiutare mio figlio a non succhiarsi più il pollice? Quando una bambina è troppo grande per tenere con sé un orsacchiotto?

I bambini sembrano formare attaccamenti a diversi tipi di oggetti – animali di pezza, giocattoli, copertine, televisione, persino computer – lasciando i genitori a domandarsi: sono abitudini sane? Quali dovrebbero essere interrotte e come?

Mark L. Brenner, consulente familiare e terapeuta infantile da più di vent'anni, ci fornisce ora le risposte a queste domande. Dopo aver letto Il ciuccio, l'orsetto, il biberon e il dito in bocca i genitori comprenderanno il ruolo cruciale che i cosiddetti oggetti transizionali giocano nello sviluppo sociale del bambino.
I genitori impareranno:
- quali sono le differenze tra i diversi oggetti transizionali usati dai bambini;
- quali benefici sono legati a oggetti transizionali positivi;
- quali sono gli effetti collaterali nell'eliminare prematuramente un attaccamento; - come riconoscere se un attaccamento è divenuto ossessivo;
- come aiutare un bambino a sentirsi più grande e a comportarsi di conseguenza;
- quando non va bene dormire nel lettone;
- cosa fare quando i bambini più grandi regrediscono.

Questa guida fornirà un'analisi critica dell'evoluzione del bambino da quando muove i primi passi a quando diviene autosufficiente e aiuterà i bambini a compiere la transizione che li porterà a distaccarsi dagli oggetti cui sono affezionati.



Indice:

Prefazione Capitolo I - COSA SONO GLI OGGETTI TRANSIZIONALI Capitolo II - UNA BASE SICURA Il significato dietro il gioco - Invitare i genitori a giocare - Tipi di gioco - Una base senza fili - Dal lettino con le sbarre al letto Capitolo III - COMPORTAMENTO REGRESSIVO Tre passi avanti, uno indietro - Incoraggiamento o lodi - Otto modi per aiutare il vostro bambino a sentirsi più grande! Capitolo IV - LIMITI Porre dei limiti – Conseguenze - I bambini sanno quando si comportano male Capitolo V - SUCCHIOTTI Scegliere e utilizzare il succhiotto - La sicurezza - Effetti fisici dati dall’utilizzo del succhiotto - Come smettere Capitolo VI - BIBERON Come scegliere e usare il biberon giusto - La sicurezza - Effetti collaterali fisici ed emotivi dati dall’utilizzo del biberon - Come smettere Capitolo VII - SUCCHIARE IL POLLICE Quando si comincia - Effetti collaterali fisici ed emotivi dati dal succhiarsi il pollice - Come smettere - Capitolo VIII - ORSACCHIOTTI, COPERTINE E CHI PIÙ NE HA PIÙ NE METTA! Orsacchiotto o copertina? - Attaccamento precoce - I parametri di sicurezza dei peluche - Iperattaccamento emotivo - La storia dell’orsacchiotto Capitolo IX - TELEVISIONE E INTERNET Il sommo pacificatore - La televisione può essere positiva - Effetti emotivi ed evolutivi - Effetti sullo sviluppo – Internet - Come limitare l’uso di televisione e internet Capitolo X - PRODOTTI PUBBLICITARI COME OGGETTI TRANSIZIONALI L’assalto dei personaggi Capitolo XI - L’ATTACCAMENTO IN ETÀ ADULTA I nostri attaccamenti - L’orsacchiotto da 176.000 $ - Attaccamenti morbosi - Attaccamenti abituali Capitolo XII - CONSERVARE GLI OGGETTI TRANSIZIONALI DEI BAMBINI E I LORO RICORDI Capitolo XIII - UN RIASSUNTO DEI PRINCIPI GUIDA Undici punti chiave per crescere vostro figlio Bibliografia - Indice analitico


Estratto:

dal secondo capitolo:

Il significato dietro il gioco
Uno degli elementi più naturali nello sviluppo infantile è il legame esistente tra il gioco libero del bambino e l’uso ricreativo che egli fa dei suoi oggetti transizionali procurandosi una specie di contesto alla Huckleberry Finn e Harry Potter per poter risolvere i problemi reali o immaginari della crescita. Winnicott affermò che l’oggetto transizionale rappresenta la prima manifestazione di gioco creativo e che sia il prototipo di tutte le relazioni successive tra noi e gli altri. La forza e le rivelazioni contenute nel giocattolo preferito, nell’orsacchiotto preferito, in particolari vestiti o in un super eroe appena inventato hanno grande peso sul bambino. Per un genitore poco attento non sono altro che giochi: guardate e ascoltate meglio. L’uso che un bambino fa dell’oggetto transizionale viaggia a tutta velocità; il gioco è per i bambini l’equivalente di ciò che la conversazione rappresenta per gli adulti. I giocattoli sono parole per loro! Un palcoscenico di gioco privo dei tipici limiti imposti dai simboli e dagli arredi degli adulti costituisce l’ambiente naturale per osservare e comprendere il vero bambino che non è stressato dal trovarsi in una situazione nella quale è costretto a rispondere a domande e a comportarsi in un determinato modo. La bambina che ha alle spalle una base solida è libera di sperimentare il suo gioco con tutta la gamma di sensazioni presenti nella sua mente e nel suo cuore. Nel gioco i bambini interagiscono con i giocattoli e con le altre persone con modalità che spontaneamente includono e riflettono relazioni presenti e passate. Attraverso il gioco essi provano nuove abilità e soluzioni. Troppo spesso i genitori pensano al gioco con i loro bambini come a un costante insegnamento: “Guarda come si fa!”, “Guarda dove va!”, “Fai così che è meglio!” Il segreto per mettere in luce il cuore di un bambino e costruire un senso di fiducia è di permettergli di condurre il genitore in un gioco spontaneo.
Noi adulti abbiamo in qualche modo dimenticato queste meravigliose lezioni e ci siamo allontanati da forme di espressione spontanea. Ricordo Leo Rosten, umanista e romanziere Yiddish: “Potete comprendere la maggior parte delle persone, e ad esse relazionarvi, se le guardate come se fossero bambini, a dispetto della loro età e dalla loro imponenza. Infatti, la maggior parte di noi non cresce né matura mai così tanto: diventiamo semplicemente più alti. A essere sinceri ridiamo di meno, giochiamo di meno e i nostri abiti sono meno comodi, ma al di là del costume in noi c’è sempre un bambino i cui desideri sono semplici e la cui vita quotidiana viene descritta al meglio nelle fiabe”.
Garry Landreth, primo psicologo dell’infanzia presso la University of North Texas scrive: “La nostra società potrebbe essere sulla soglia di riconoscere i bambini come persone, non come giocattoli, non come oggetti impersonali, non come fonte di frustrazione che deve essere tollerata fino alla maturità, ma come persone vere dotate di un potenziale illimitato e di risorse creative per crescere, incontrarsi e svilupparsi. Se un adulto desidera essere paziente e aperto ad apprendere, il bambino è in grado di insegnargli molte cose”.
Un bambino di sei anni andò nel cortile di un vicino che aveva da poco perso la moglie. Vedendolo triste si sedette accanto a lui sotto il suo portico. Quando la madre seppe dove era stato gli chiese di cosa avesse parlato con il vicino. Il bambino rispose: “Di nulla. L’ho solo aiutato a piangere!”


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