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Scheda libro
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In Negoziare in Situazioni Difficili, William Ury offre riflessioni e informazioni pratiche che ti apriranno nuove prospettive sull’arte della negoziazione in contesti di grande antagonismo tra le parti in causa.
Apprenderai come mettere a fuoco gli ostacoli che generalmente impediscono la risoluzione delle situazioni di forte disaccordo e come affrontarli in modo risolutivo.
L’obiettivo dell’autore è trasmetterti una strategia di pensiero e di azione che ti consenta di trasformare gli scontri in situazioni di cooperazione, per giungere a un accordo comune.
Negoziare in Situazioni Difficili è il libro da leggere per acquisire in breve tempo la capacità di appianare i conflitti negoziali, nella tua vita professionale e personale, e creare consenso condiviso, producendo risultati soddisfacenti per tutte le parti coinvolte.
Fornisce una strategia efficace per negoziare con persone difficili e in situazioni difficili. Approfondisce le dinamiche principali che si sviluppano durante una trattativa con interlocutori difficili, e in particolare:
- Gli aspetti emotivi e relazionali
- La gestione dell’aggressività
- La gestione dei rischi
Un testo rivolto a tutte le persone che hanno la necessità di strumenti nuovi per fronteggiare e risolvere forti divergenze.
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Estratto:
L'importanza di definire e controllare gli obiettivi
Una volta domandai a Lord Carandon, un diplomatico inglese, quale fosse la lezione più preziosa appresa durante la sua lunga e brillante carriera al servizio del governo. “La lezione più preziosa,” rispose, “la imparai proprio all’inizio della carriera, quando fui inviato in Medio Oriente a fare da assistente ad un amministratore locale. Il mio superiore si recava ogni giorno in un paese diverso, per dirimere controversie e per risolvere altre questioni importanti. Ogni volta, arrivato in paese, si scatenava un pandemonio, perché veniva assediato da persone che avevano richieste da porgli e che volevano offrirgli il caffé. La cosa non terminava fino al tramonto, quando lui ripartiva. Avrebbe potuto plausibilmente dimenticare i suoi obiettivi, se non fosse stato per una semplice abitudine. Appena prima di fare il suo ingresso nel paese, al mattino, accostava l’auto sul ciglio della strada e chiedeva: ‘Quando stasera lasceremo il paese, che cosa vorremo aver realizzato?’. Sia lui che io rispondevamo a questa domanda, quindi entravamo in paese. Quando ripartivamo, la sera, accostava di nuovo l’automobile sul lato della strada e domandava: ‘Ora, ci siamo riusciti? Abbiamo realizzato quello che avevamo stabilito?’”. Quella semplice abitudine mentale era la lezione più preziosa che Carandon avesse mai imparato. |
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