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Un
libro di scienza sorprendente che, con l'aiuto di oltre
una dozzina di scienziati sperimentali e teorici, vi guiderà
attraverso lo specchio della fisica quantistica all'interno
di un universo che è più bizzarro e vivo di
quanto si sia mai immaginato. E poi vi condurrà ancora
oltre, ai margini estremi della nostra conoscenza scientifica
della coscienza, della percezione, della chimica del corpo
e della struttura cerebrale.
Di che cos'è fatto un pensiero? Di che cos'è
fatta la realtà? E soprattutto, come può un
pensiero modificare la natura della realtà?
ESTRATTO
..... Per la maggior parte di noi, è necessaria una
grave crisi perché sorgano le Grandi Domande: una
malattia che metta a rischio la nostra vita, la morte di
una persona cara, il fallimento di un lavoro o di un matrimonio,
uno schema di comportamento reiterato che provoca addirittura
dipendenza e da cui semplicemente vi sembra di non riuscire
a liberarvi, o la sensazione che sia impossibile sopportare
la solitudine per un'altra giornata. In momenti del genere,
le Grandi Domande vengono a galla dalle profondità
del nostro essere ribollendo come lava incandescente. Questi
interrogativi non sono esercizi intellettuali, ma grida
dell'anima. "Perché io? Perché lui? Che
cosa ho sbagliato? Dopo quello che mi è successo,
la vita varrà davvero la pena di essere vissuta?
Come ha potuto Dio lasciare che questo accadesse?".
Se potessimo trovare la stessa passione per fare a noi stessi
una Grande Domanda riguardo alla nostra vita in questo momento,
mentre non c'è nessuna crisi imminente, chissà
che cosa potrebbe accadere.
Come ha detto il dottor Wolf, fare una Grande Domanda può
dischiudere nuovi modi di esistere nel mondo. Può
essere un catalizzatore per la trasformazione. Per crescere.
Crescere ancora di più. Andare oltre
..
..
Meditare sulle Grandi Domande è un modo meraviglioso
per trascorrere del "tempo di qualità"
con la vostra mente. Quand'è stata l'ultima volta
che avete condotto la vostra mente a fare una corsa selvaggia
nel mistero? O che avete provato ad arrivare dall'altra
parte dell'Infinito?
Fare domande ha anche un enorme valore pratico. È
la porta del cambiamento.
Per esempio: non vi chiedete mai, come Joe Dispenza: "Perché
continuiamo a creare la stessa realtà? Perché
continuiamo ad avere le stesse relazioni? Perché
continuiamo a trovare gli stessi lavori? In quest'infinito
mare di potenziali che esiste intorno a noi, perché
continuiamo a ricreare sempre le stesse realtà?".
Oppure, nelle parole di Einstein, una delle definizioni
della follia è continuare a fare ripetitivamente
sempre le stesse cose aspettandosi un risultato diverso.
È qui che entrano in gioco le Grandi Domande. Sono
Grandi perché ci aprono a una realtà più
grande, a una prospettiva più grande, a opzioni più
grandi. E ci giungono sotto forma di Domande perché
provengono dall'altra parte del Conosciuto. E arrivare là
vuol dire cambiare
..
..
Cinque livelli di elaborazione cerebrale incastonati l'uno
nell'altro.
Ecco perché siete appena riusciti a "vedere"
ciascuna di queste lettere. Non è che i vostri occhi
abbiano inviato a "voi" un'immagine di ogni lettera,
ma il vostro cervello ha elaborato i dati visuali inviatigli
dai vostri occhi per costruire queste lettere.
Per farlo, innanzitutto deve scomporre gli impulsi in entrata
in forme, colori e modelli di base. Poi incomincia ad associare
i modelli con i ricordi immagazzinati di cose simili, associandoli
quindi con le emozioni e i significati assegnati agli eventi,
collegando tutto questo in un'"immagine" integrata
e proiettandola al lobo frontale quaranta volte al secondo.
È proprio così. Non vediamo senza soluzione
di continuità. È come un film a fotogrammi
intermittenti.
Questo significa che il vostro cervello dipinge tutto quello
che vedete. Mettiamo che stiate guardando un bosco. Il vostro
cervello dipinge effettivamente ogni foglia di ogni albero
che
vedete. Lo fa collegandosi a ricordi, o reti neurali, di
foglia, colore, dimensione, forma e li riunisce in qualche
modo. Questo appare così straordinario e opposto
rispetto al modo in cui ci muoviamo nel mondo. E così,
come hanno fatto i neurofisiologi ad arrivare a questo schema?.....
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Chiunque
abbia vissuto, davanti al televisore, la giornata dell'11
settembre di cinque anni fa, porta incise nella memoria
delle immagini che sin da quel momento sono entrate a far
parte della storia dell'umanità. Ripetute all'infinito
sugli schermi di tutto il mondo, non vi è persona
oggi che non saprebbe riconoscere la terrificante palla
di fuoco uscita della Torre Sud dopo l'impatto dell'aereo,
o le immagini stesse dei due giganti d'acciaio - le Torri
Gemelle di New York- che si accartocciano e si sbriciolano
su se stesse, una dopo l'altra, scomparendo in una nuvola
di polvere larga quanto la stessa isola di Manhattan.
Tutti lo abbiamo visto accadere, in diretta TV. Tutti abbiamo
assistito, nello stesso momento, a questo incubo collettivo
di dimensioni planetarie.
Ma quello che abbiamo visto è davvero quello che
è successo? Per quanto paradossale a pensarsi, è
venuta emergendo nel corso di questi anni una lunga serie
di indizi che sembrano suggerire che le cose non siano andate
affatto come ci è stato raccontato.
Inganno
Globale - come libro e come film - raccoglie e presenta
tutti i più importanti di questi indizi, basandosi
esclusivamente su informazioni forniteci nel tempo dal governo
americano tramite i maggiori canali di informazione a livello
mondiale. Non si tratta quindi di opinioni gratuite o di
condanne preconcette, ma di elementi oggettivi, fattuali,
facilmente verificabili da chiunque.
Sono le stesse immagini andate in onda in tutto il mondo,
che ci hanno mostrato in diretta televisiva quello che fino
ad allora avremmo faticato a credere in un film di Hollywood.
Sono le testimonianze angosciate dei poliziotti, vigili
del fuoco, giornalisti e passanti scampati per miracolo
ai crolli delle Torri Gemelle, incapaci loro stessi di credere
a quello che stavano raccontando. Sono le fotografie della
facciata del Pentagono colpita da un aereo, scattate dagli
stessi militari che sono appena sfuggiti all'impatto devastante
del velivolo.
Sono le immagini mandate in onda da tutte le TV del mondo
del campo della Pennsylvania in cui si è schiantato
il quarto volo dirottato. Sono immagini che tutti noi già
conosciamo. Quel giorno tutti guardavamo, ma nessuno di
noi vedeva.
Accecati dall'orrore, scossi dall'emozione, catturati dall'incedere
di eventi sempre più drammatici e impossibili, abbiamo
lasciato scorrere sotto i nostri occhi tanti piccoli dettagli
che solo a distanza di tempo, rivisti e analizzati con il
supporto di esperti e cattedratici, sembrano suggerire una
realtà ben diversa da quella che finora ci è
stata presentata.
Era
davvero un Boeing da 100 tonnellate quello che si è
schiantato contro il Pentagono l'11 di settembre del 2001?
Dove è finito il secondo Boeing, dello stesso modello
e delle stesse dimensioni, che è stato visto cadere
in un campo della Pennsylvania?
Come possono tre torri alte centinaia di metri crollare
da sole su se stesse, senza toccare nessun edificio accanto,
in tempi e modi molto simili a quelli delle demolizioni
controllate, a causa di semplici incendi di kerosene?
Come possono quattro persone che non hanno mai guidato un
jet nella loro vita, impadronirsi di quattro aerei di quelle
dimensioni, e condurli con facilità assoluta verso
i loro bersagli, senza commettere lungo il tragitto il benchè
minimo errore?
Come può la difesa più potente, meglio organizzata,
tecnologicamente più avanzata del mondo permettergli
di fare quello che hanno fatto i dirottatori, restando a
guardare per quasi due ore, senza riuscire in tutto quel
tempo ad intercettare uno solo dei quattro aerei dirottati?
Sono
almeno una trentina le domande di questo genere che Inganno
Golobale raccoglie e presenta al pubblico italiano nella
loro semplice fattualità, senza trarre conclusioni
e senza indicare necessariamente una precisa fonte di colpevolezza.
Sarà
il compito di un diverso lavoro (La Verità di Cristallo,
attualmente in preparazione) quello di analizzare i retroscena
e i possibili moventi che avrebbero dato origine a quegli
attentati in maniera ben diversa da quella fino ad oggi
comunemente accettata.
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